Tre cantieri a L’Aquila, tutti interventi di isolamento sismico su edifici esistenti, realizzati in tre modalità diverse: sotto il piano delle fondazioni, sopra il piano delle fondazioni e alla testa dei pilastri della prima elevazione. È il percorso seguito, il 6 giugno 2023, dagli studenti dell’ultimo anno di Ingegneria e dai dottorandi dell’Università Politecnica delle Marche, accompagnati dai professori Laura Ragni, Fabrizio Gara e Sandro Carbonari e dal progettista strutturale Ing. Riccardo Vetturini: scavi, sottofondazioni, martinetti idraulici, taglio dei pali e dispositivi in opera — le fasi che sui libri occupano poche pagine, viste da vicino, alla scala reale, in tre soluzioni progettuali a confronto.
Poche tecnologie come l’isolamento sismico si prestano a una lezione sul campo: qui il principio — disconnettere l’edificio dalle fondazioni per attenuare l’azione del terremoto — si tocca letteralmente con mano. L’intervento è documentato fase per fase nel nostro approfondimento: Retrofit di isolatori sismici su edificio esistente.
La visita degli studenti, il 6 giugno 2023, comincia all’aperto, a bordo scavo: il colpo d’occhio sull’area di intervento e sui materiali accatastati introduce la logica dell’intervento prima ancora di entrare sotto l’edificio.


Già nel gennaio 2023, in piena fase di trasferimento dei carichi, il cantiere aveva ospitato una visita tecnica. Tra le nuove pareti di sottofondazione i visitatori incontrano la centralina dei martinetti idraulici: è da qui che i carichi dell’edificio vengono trasferiti provvisoriamente, prima del taglio dei pali.


La cartellonistica di cantiere racconta l’intera sequenza esecutiva: micropali, getto della platea e dei baggioli, messa in carico dei martinetti, taglio della base del pilastro, inserimento dell’isolatore o della slitta, posa dell’impalcato in acciaio e lamiera grecata. Le stesse fasi che gli studenti ritrovano, poche decine di metri più in là, realizzate.

Il momento più delicato dell’intervento è il taglio controllato: il tronco di palo esistente, ormai scaricato, resta compreso tra le nuove strutture in cemento armato in attesa della rimozione. Accanto, martinetti e isolatori convivono sotto il grigliato di travi in acciaio durante il trasferimento dei carichi.


Il cuore dell’intervento visto da vicino: l’isolatore elastomerico in opera tra il baggiolo e le travi metalliche della sovrastruttura. È questo dispositivo, calcolato e certificato, a disconnettere l’edificio dal terreno.

Camminare nel piano di isolamento è l’esperienza che più colpisce i visitatori: sopra la testa, il nuovo impalcato in acciaio e lamiera grecata; tutt’intorno, i dispositivi allineati sulle teste dei pali. Un piano che prima non esisteva, ricavato sotto un edificio abitabile.



In uno dei tre edifici visitati il piano di isolamento non è ricavato sotto le fondazioni, ma alla sommità dei pilastri della prima elevazione: i pilastri vengono tagliati in testa, subito sotto l’impalcato del primo solaio, e nel varco così creato vengono inseriti i dispositivi. La sovrastruttura resta, di fatto, appoggiata sugli isolatori.


È la modalità che più colpisce durante la visita: qui il funzionamento del sistema si legge a colpo d’occhio, all’altezza dello sguardo — torcia alla mano.

La visita si chiude ai piani superiori, dove la ristrutturazione prosegue con le reti impiantistiche a vista: la dimostrazione che l’isolamento alla base protegge l’intero organismo edilizio, impianti e finiture compresi.

Aprire i cantieri a chi studia è per la nostra impresa un investimento naturale: dal 1885 crediamo che il saper fare si trasmetta soprattutto così, guardando il lavoro mentre accade. Ringraziamo i professori Laura Ragni, Fabrizio Gara e Sandro Carbonari, il progettista strutturale Ing. Riccardo Vetturini, gli studenti e i dottorandi dell’Università Politecnica delle Marche per l’interesse e la partecipazione. Per approfondire la tecnica e seguire l’intervento fase per fase: Sismabonus — Lavori di retrofit di isolatori sismici su edificio esistente.