Il progetto di riparazione, consolidamento e restauro della chiesa di Santa Maria di Roio (sec. XIV), danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009, è promosso dal Ministero della Cultura – Segretariato Regionale per l’Abruzzo, con un importo contrattuale di € 884.482,29. L’intervento, eseguito da F.lli Ettore e Carlo Barattelli S.r.l., ha interessato le strutture, le coperture, la facciata con il rosone, il campanile e gli apparati decorativi. Il racconto per immagini: prima, durante e dopo i lavori.
































Sei coppie di immagini mettono a confronto lo stato dei luoghi prima dell’intervento e l’esito delle lavorazioni: la facciata e il portale, la navata con il soffitto a lacunari, le coperture e il campanile. Per ogni confronto, una nota racconta le lavorazioni eseguite.


Rimosse le opere provvisionali che imbragavano il prospetto dopo il sisma del 2009, la muratura è stata consolidata con riprese scuci-cuci e ristilatura dei giunti; il paramento lapideo è stato pulito e le lesioni risarcite, restituendo alla facciata la sua unità architettonica.


La vegetazione infestante che aveva colonizzato la lunetta è stata eliminata con trattamenti biocidi; sono seguite la pulitura controllata della pietra, le microstuccature delle fessurazioni e la protezione finale. Il rilievo della Madonna con il Bambino è tornato leggibile in ogni dettaglio.


Completati il consolidamento delle murature e il rifacimento della copertura, l’aula è stata liberata e rifinita con intonaci e tinteggiature a calce e con il restauro degli apparati decorativi. Il soffitto a lacunari azzurro e oro torna a coronare lo spazio della navata.


I lacunari, segnati dalle infiltrazioni con dorature compromesse e cadute di colore, sono stati puliti e consolidati nel supporto ligneo; le lacune sono state integrate e le rosette dorate reintegrate, sotto la direzione della Soprintendenza.


Rimosse le macerie dall’estradosso delle volte, le creste murarie sono state ricucite con cuciture armate e coronate dal cordolo sommitale; sopra, le nuove capriate e il tavolato, chiusi dal manto in coppi di recupero che conserva la cromia storica dei tetti aquilani.


La torre campanaria, con la cella sommitale gravemente danneggiata, è stata consolidata e ricostruita nelle parti sommitali e completata con intonaci e finiture; le tre campane sono tornate al loro posto.




