
L’Aquila, novembre 2025 — Palazzo Farinosi Branconi, già Palazzo Branconio, ha aperto le sue porte alla città grazie all’iniziativa della Soprintendenza nell’ambito del progetto Radici 2025. Il recupero dell’edificio dopo il sisma del 2009 è stato condotto dall’impresa Fratelli Ettore e Carlo Barattelli, che ha riportato alla luce la bellezza dei cicli di affreschi e degli apparati decorativi seicenteschi.
Residenza di una delle più potenti famiglie aquilane dalla metà del XVII secolo, l’edificio fu trasformato in palazzo dall’abate Girolamo Branconio. Nel 1639 divenne la residenza ufficiale della famiglia e nel 1874 un Regio decreto ne cambiò il nome in Palazzo Farinosi Branconi. Di proprietà di Bper banca, è uno degli edifici più significativi del centro storico aquilano.
Gravemente danneggiato dal sisma del 2009, il palazzo ha conservato splendidi apparati decorativi: i cicli di affreschi della sala dei Putti, della sala di Saul e Davide e della sala di San Clemente — quest’ultima un capolavoro della pittura sacra in Abruzzo, dedicata a San Clemente e collegata all’abbazia di Casauria. Il restauro, condotto da Fratelli Barattelli, ha restituito alla città uno degli ambienti storici più preziosi dell’Aquila.
Le visite straordinarie, illustrate dal funzionario restauratore della Soprintendenza Maria Fernanda Falcon Martinez, hanno registrato il tutto esaurito in poche ore. Il percorso di scoperta si inserisce nel programma culturale che comprende anche la visita al sito archeologico di Forcona e approfondimenti sulla storia della famiglia Branconio e sul restauro del Casino Branconio.




